Comune di Terrazzo

Lavori di rinforzo argini dell'Adige!

Pubblicata il 25/03/2017

L'Amministrazione comunale INFORMA: LAVORI DI RINFORZO ARGINI DELL'ADIGE!!! Comunicato del Sindaco Zamboni Simone: A dicembre 2014 l'allora assessore regionale alla Difesa del suolo Maurizio Conte mi comunicava che la Regione ci aveva assegnato delle importanti risorse. Dei circa 3,5 milioni di euro di fondi che Venezia era riuscita a ricavare dalla revisione del Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-'13, 2 erano destinati al rafforzamento degli argini sinistri, grazie a diaframmi, a Begosso (1,2 milioni) e a Nichesola (0,8 milioni). Questo ha certificato che il nostro territorio è soggetto da sempre a infiltrazioni e fontanazzi e che, per questo motivo, le sponde arginali devono essere rese più sicure rinforzandole con colate di cemento per creare lenti. Solo così si evita alle sponde di far passare l'acqua. Interventi come questi ce ne sono stati vari negli ultimi anni lungo tutto il nostro territorio e tutti per rafforzare il più possibile le sponde arginali. Il 20 febbraio vi è stata la consegna dei lavori per la realizzazione del primo dei due lavori previsti; quello della realizzazione di una diaframmatura in località Begosso. Importo complessivo 1,2 milioni di euro. Base principale degli interventi il ponte romano-posa. Termine dei lavori, che si estenderanno per circa 200 metri verso Nichesola e per circa 100 metri verso Begosso, è 150 giorni. Più passa il tempo e più sono convinto che i lavori che la Regione Veneto, tramite il genio civile di Verona, sta realizzando sono la prova lampante che il progetto di Lagarina Hydro srl (presentato in Regione proprio a fine 2014), per la realizzazione di una diga sull'Adige tra Terrazzo e Badia Polesine, sarebbe stato un grosso errore. In un territorio come il nostro, con argini fortemente soggetti a permeabilità, un' opera di 42,5 milioni di euro volta ad ottenere una produzione di 8.000 kilowatt di corrente elettrica, sarebbe stato fortemente dannoso. Avere un livello medio dell' acqua di 16 metri, rispetto ai 10-12 metri ai quali si trovano i nostri terreni, avrebbe determinato una pressione non indifferente. C'e' voluto un anno ma grazie anche al supporto dei sindaci padovani e rodigini che si affacciano sull'Adige, alle provincie di Rovigo e Verona, al genio civile di Rovigo e Verona, ad alcuni assessori regionali, ad alcune associazioni di categoria e a varie associazioni nate spontaneamente, siamo riusciti a respingere il progetto presentato. Il diniego finale è arrivato dalla Regione. Per nessun interesse economico potrei mettere a repentaglio la vita dei miei cittadini. Il Sindaco Simone Zamboni.

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